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| Redazione Alessio Ventura
Il Gaming questo (S)conosciuto
Forse non tutti sanno che...
Storicamente giocare o videogiocare è qualcosa che chiunque di noi ha sempre associato alla pura e
semplice voglia di staccare la spina da qualsiasi tipo di pensiero, un modo per vincere lo stress. Ognuno di
noi ha almeno una volta nella vita, cercato distrazione in un mondo virtuale, pieno di colori, in cui
immergersi senza pensare ad altro tranne che a raggiungere l’obiettivo posto davanti agli occhi, in tempo
record magari. E se tutto ciò potesse diventare un lavoro? E se quel momento di distrazione che
affannosamente cerchiamo nelle giornate pesanti come ultima valvola di sfogo, potesse magicamente
diventare qualcosa che somigli in qualche modo a qualcosa di redditizio? Chi non penserebbe di lasciare
tutto provando a lanciarsi in un mondo che associa al lavoro lo svago, al "mestiere" quel lato ludico che
riporta al fatidico: "
Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua
vita" di Confuciana memoria...
Ebbene è possibile e non da oggi ma dal 19 ottobre 1972 anno in cui si svolgeva la prima
competizione organizzata di videogiochi, un piccolo torneo di Spacewar tenuto all’Università di
Stanford con una ventina di sparuti partecipanti divisi tra spettatori e concorrenti e la
sponsorizzazione dell’allora rivista locale (Rolling Stone) che offrì come premio per il vincitore, un
abbonamento annuale. Con il passare degli anni e con il proliferare di varie competizioni con
montepremi di valore crescente, germogliarono le prime vere e proprie leghe professionistiche con
la conseguente nascita di squadre in ogni paese del mondo, pronte a tesserare i propri giocatori
come avviene per i calciatori, con veri contratti. In Italia vantiamo una delle più grandi associazioni
mondiali per quanto riguarda il mondo del Gaming la GEC (Giochi Elettronici Competitivi) fondata
da Giorgio Pica nel 2014 che conta attualmente più di 65.000 tesserati, roba che verrebbe da
chiedere ad ognuno di loro, quanto sia vera la teoria di Confucio...
Il Gaming questo (S)conosciuto
Forse non tutti sanno che...
Storicamente giocare o videogiocare è qualcosa che chiunque di noi ha sempre associato alla pura e
semplice voglia di staccare la spina da qualsiasi tipo di pensiero, un modo per vincere lo stress. Ognuno di
noi ha almeno una volta nella vita, cercato distrazione in un mondo virtuale, pieno di colori, in cui
immergersi senza pensare ad altro tranne che a raggiungere l’obiettivo posto davanti agli occhi, in tempo
record magari. E se tutto ciò potesse diventare un lavoro? E se quel momento di distrazione che
affannosamente cerchiamo nelle giornate pesanti come ultima valvola di sfogo, potesse magicamente
diventare qualcosa che somigli in qualche modo a qualcosa di redditizio? Chi non penserebbe di lasciare
tutto provando a lanciarsi in un mondo che associa al lavoro lo svago, al "mestiere" quel lato ludico che
riporta al fatidico: "
Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua
vita" di Confuciana memoria...
Ebbene è possibile e non da oggi ma dal 19 ottobre 1972 anno in cui si svolgeva la prima
competizione organizzata di videogiochi, un piccolo torneo di Spacewar tenuto all’Università di
Stanford con una ventina di sparuti partecipanti divisi tra spettatori e concorrenti e la
sponsorizzazione dell’allora rivista locale (Rolling Stone) che offrì come premio per il vincitore, un
abbonamento annuale. Con il passare degli anni e con il proliferare di varie competizioni con
montepremi di valore crescente, germogliarono le prime vere e proprie leghe professionistiche con
la conseguente nascita di squadre in ogni paese del mondo, pronte a tesserare i propri giocatori
come avviene per i calciatori, con veri contratti. In Italia vantiamo una delle più grandi associazioni
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da Giorgio Pica nel 2014 che conta attualmente più di 65.000 tesserati, roba che verrebbe da
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