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Cultura - SocietàFrancesco Pisani

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26 Aprile 2024
Mauto 2024: mostra dedicata ad Ayrton Senna.
di Francesco Pisani



Mauto 2024: mostra dedicata ad Ayrton Senna.
Senna24

Nel ricco calendario di eventi che vede protagonista il museo dell’auto di Torino e che vanno avanti ormai da quasi un anno, non doveva mancare un momento di ricordo per il pilota più grande e famoso dei nostri tempi: Ayrton Senna.

Infatti ricorre quest’anno il trentennale della morte del pilota brasiliano che, lo ricordiamo per i non appassionati, ci ha lasciato il 1 maggio del 1994 a seguito dell’incidente occorso sul circuito di Imola.

Ebbene si, sono passati già 30 anni e forse non ce ne siamo accorti. Questo perché, per la maggior parte di noi, Ayrton sembra essere sempre presente.

E quale modo migliore di ricordarlo se non quello di ripercorrere attraverso pezzi unici, tutta la sua bella carriera automobilistica. E questo è riuscito a fare il Mauto di Torino.

Uno sforzo davvero importante quello di riuscire a recuperare in giro per il mondo, tutti i caschi del pilota brasiliano. E per tutti si intende il casco di ogni singolo anno. Fatto salvo il fatto che la dogana italiana è riuscita a fermarne due per controlli. Ma va bene, questa è un’altra storia..voi li troverete tutti presenti nei prossimi giorni.

Lo stesso incredibile sforzo è stato fatto con le auto: sono presenti tutte le vetture di ogni stagione. A partire persino dai kart con cui Senna ha mosso i primi passi. E non sono auto dimostrative, show car come si direbbe con un inglesismo, ma bensì vere vetture appartenenti a collezioni private.

A questo si aggiungono tutte le tute del pilota e diversi cimeli che aiutano a ripercorrere la sua vita. Manca, e ne siamo lieti, ogni riferimento alla sua sfera privata. Esattamente come avrebbe voluto Ayrton. Bene così.

Insomma la mostra permette di ripercorrere l’intera carriera del pilota dagli esordi fino al 1994 in modo davvero unico e mai visto prima.

Le auto sono rialzate tramite pedane che permettono di renderle meglio visibili a tutti e i caschi sono praticamente ad altezza uomo così da poterli quasi toccare. Lo stesso per le tute che sono montate su manichini così da rendere davvero altezza e misure, quasi effetto fantasma..

I cimeli sono molto interessanti anch’essi perché permettono di scoprire un lato forse più nascosto di Ayrton attraverso le sue lettere e i sui ringraziamenti a vari amici. Ci permettono di capire qualcosa in più dell’uomo e delle difficoltà che anche lui ha dovuto affrontare nei primi anni della sua carriera. Una cosa mi ha molto colpito: in una delle lettere che trovate nella teca c’è una data, 1 maggio. Quasi a ricordarci che esiste forse un filo di coincidenze a volte crudele e che ha legato degli eventi apparentemente sconnessi.

La mostra è a tutti gli effetti una dimostrazione di un affetto che mai ha lasciato il pilota e la sua storia e che in Italia è sempre rimasta accesa. Davvero da non perdere.

Come da non perdere sono gli eventi che a partire dal 23 aprile seguiranno e troveranno il proprio apice nel 1 maggio con collegamenti con il circuito di Imola e con piloti e amici che hanno avuto la fortuna di conoscere Ayrton.

Obrigado Ayrton








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