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17 Giugno 2024
La pace non è un’opinione: Grande successo per l’Officina Filosofica di Future Age
di Stefania Castella


La pace non è un’opinione: Grande successo per l’Officina Filosofica di Future Age

 

L'Officina Fiolosofica di Future Age dice No alla Guerra e traccia un’analisi inedita dello scenario geo-politico

Ospite d’eccezione Alessandro Di Battista, opinionista, scrittore e libero pensatore

 

 

L’appuntamento si è svolto al Museo Millemiglia di Brescia e ha coinvolto una platea di oltre 150 persone

 

Paolo Borghetti: “La guerra è apartitica, apolitica, e cresce nella religione della sofferenza e della violenza”

Alessandro Di Battista: “Solo la democrazia diretta può salvare l’Occidente”

 

È stato un successo l’appuntamento dell’Officina Filosofica di Future Age, organizzazione specializzata nel Change Management e nell’innovazione ad alto impatto, che si è svolto al Museo Millemiglia di Sant’Eufemia della Fonte (BS) in presenza di un’appassionata platea di oltre 150 persone. Nata dall’intuizione di Paolo Borghetti, imprenditore rivoluzionario e-Business Mentor, l’Officina ha offerto un vero e proprio "pensatoio" e laboratorio di idee, come spiega il suo stesso ideatore: “La qualità e l’imparzialità dell’informazione sono fondamentali nella creazione della percezione della realtà storica che stiamo vivendo. Una realtà complessa come quella attuale richiede coscienza critica e volontà di approfondimento, per andare oltre le contrapposizioni e gli stereotipi che i media ci propongono. Per questo il nostro laboratorio di pensiero ha riacceso con forza i riflettori sull’importanza del nostro coinvolgimento attivo per dire no alle guerre e agli imperialismi”. E prosegue: “La guerra non ha schieramenti né colori politici, è apartitica e ha come unica religione quella della sofferenza e della violenza, dai genocidi di massa alle deportazioni di intere generazioni. Ecco perché la pace non è un’opinione”.

Ospite d’eccezione del dibattito è stato Alessandro Di Battista, opinionista, scrittore e libero pensatore.

 

Una lettera alle nuove generazioni

 

“Cari piccoli futuri adulti, lo so... lo so che quando crescerete sarete molto arrabbiati nei nostri confronti. Nei confronti di noi Occidentali. Lo so che molti di voi avranno perso genitori, fratelli o sorelle a causa di noi Occidentali. Lo so che molti di voi avranno subito gravi menomazioni, anche irreversibili, a causa nostra. Di noi Occidentali. Mi amareggia pensare che crescerete con la sofferenza negli occhi e che avrete una sterminata sete di vendetta. Per questo vi capirò e sì, vi perdonerò per tutto il male che ci farete”, ha esordito così Paolo Borghetti nel video di apertura che ha introdotto l’evento, e ha poi aggiunto: “Ora, qui, in Occidente, c’è la dittatura del pensiero. Si inizia ad avere paura, sì... paura ad esprimere pareri contro la guerra. Io ho deciso di farlo e lo faccio per Voi, sperando che un giorno questa lettera la potrete leggere in pace con le mie nipoti. E spero che molti altri avranno il desiderio e il coraggio di schierarsi per la pace e per salvare i bambini dalla guerra”.

 

 

 

Una rilettura inedita dello scenario geo-politico

 

L’evento ha tracciato i contorni dello scenario geo-politico contemporaneo attraverso una rivisitazione storica contro-corrente, mirata a riconsiderare i principali miti e le icone dell’immaginario collettivo sul mito a stelle e strisce, sui Paesi BRICS, Orientali e di fede islamica. In particolare, sono state mostrate in sequenza le rappresentazioni mediatiche che più hanno contribuito alla creazione del mito a stelle e strisce, tendendo di contro ad una comunicazione in chiave minore della cultura sovietica e dei Paesi BRICS. Dalle Ville di Palm Springs e Miami, fino alle dive patinate di Bay Watch, puntando infine la lente di ingrandimento sulle zone d’ombra meno note che raccontano le storie degli “Homeless”, i senza tetto che dormono avvolti dalla bandiera USA, oppure quelle dei reduci che hanno combattuto in Vietnam.

E poi un primo piano inedito, sulla realtà delle famiglie islamiche felici e “belle”, delle donne orgogliose di indossare gli abiti della tradizione e di attenersi alle prescrizioni religiose dell’Islam. L’”obiettivo” della macchina fotografica dell’Officina Filosofica ha scattato in modo metaforico queste e altre foto per raccontare una realtà a tutto tondo e alimentare domande e momenti di confronto.

 

Dalla propaganda mediatica ai grandi Colossal del Cinema

In primo piano anche i trailer di alcuni film che hanno fatto la storia del cinema, a partire da “La vita è bella” - co-scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni - che mostra l’ingresso di un carro armato con bandiera statunitense in un campo di concentramento che simboleggia Auschwitz, liberato in realtà dai sovietici, così come i campi di Stutthof, Sachsenhausen e Ravensbrück. Un “capovolgimento della realtà” al quale la serata ha dedicato un intenso momento di discussione. E ancora: il film “Rambo 4” - per la regia di Sylvester Stallone – ricordato dal grande pubblico per la celebre battuta “Ti spiezzo in due” pronunciata da Ivan Drago, militare russo dall’approccio robotico e spietato, che diventa emblema della “cattiveria” sovietica.

 

Di Battista: “Solo la democrazia diretta può salvare l’Occidente”

L’Ex deputato del Movimento Cinque Stelle ha parlato delle guerre in corso e delle recenti scelte dell’Europa a sostegno dell’Ucraina e dei principali conflitti internazionali in corso, richiamando l’attenzione sui rischi reali di un terzo conflitto mondiale. Di Battista ha, inoltre, ripercorso anche le principali guerre intraprese o sostenute dall’Europa per “esportare la democrazia”, analizzandone gli aspetti fallimentari.

“Per sviluppare la nostra coscienza critica e capire in profondità cosa sta accadendo non bastano i TG e le fonti di informazione più inflazionate. Occorre diversificare i canali di approfondimento e sviluppare una nuova cultura dell’informazione, che ci porti oltre le truffe semantiche e la propaganda dei titoli ingannevoli”, spiega Di Battista. E aggiunge: “Per opporci alla dittatura del pensiero unico è fondamentale restituire all’Europa la vera democrazia diretta, che passa anche attraverso la corretta informazione”.

Non è mancato, infine, un riferimento al giornalista e attivista australiano Julian Paul Assange, tuttora detenuto in un carcere inglese per aver svelato verità “scomode” ed alla sua nota frase, che ha rappresentato uno dei messaggi conclusivi della serata e una potente call to action ai partecipanti: “Se le guerre possono essere avviate dalle bugie, esse possono essere fermate dalla verità”.

 

A proposito di Future Age

Nata nel 2015 dall’intuizione imprenditoriale di Paolo Borghetti, imprenditore seriale e Business Mentor, Future Age è un’organizzazione specializzata nel Change Management e nell’innovazione ad alto impatto. La sua mission è quella di accompagnare le PMI italiane nel percorso per l’evoluzione digitale sostenibile, nel segno nell’integrazione fra persone, processi e tecnologie. Future Age ha rivoluzionato il mondo dell’informatica introducendo la figura del Mentor, un manager che combina competenze scientifiche e umanistiche, come l’intelligenza emotiva e la Programmazione Neurolinguistica (Pnl). Oggi l’azienda - che ha un organico di 25 collaboratori - ha al suo attivo un portfolio di oltre 300 clienti attivi, un fatturato di 4 milioni di euro ed un patrimonio netto che si avvicina a 3 milioni di euro. L’esercizio 2023 si è concluso con un Ebitda al 32% e un fatturato di 4 milioni.

 

www.future-age.eu








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